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    <title>crisi &amp;mdash; humanwork</title>
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    <description>Note e dati sul lavoro umano di [Giampaolo Montaletti](https://giampaol.bio.link/) </description>
    <pubDate>Wed, 06 May 2026 13:39:36 +0000</pubDate>
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      <title>Le ristrutturazioni dell’high tech in Europa, lezioni per la prossima crisi.</title>
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      <description>&lt;![CDATA[#dati #crisi&#xA;&#xA;Le più grandi imprese ad elevata tecnologia del mondo avevano annunciato tagli e ristrutturazioni nel 2023. Cosa è successo effettivamente?&#xA;&#xA;Cosa possiamo capire dalla successione di annunci di ristrutturazione di aziende come Meta, Amazon, Google, Apple, Microsoft e Salesforce che fino al 2023 erano considerate “posti sicuri” e adelevata crescita? I dati pubblicati da Eurofond (https://www.eurofound.europa.eu/it/home) raccontano una storia interessante per il futuro dei servizi ICT in Europa e in Italia.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Gli annunci di ristrutturazione del 2023 riguardavano la perdita di 67.000 posti di lavoro distribuiti fra USA e diversi paesi europei. Le motivazioni dei licenziamenti riguardavano la riduzione dei costi e in parte la riduzione della domanda, dopo che le 6 aziende avevano assunto durante la pandemia, quando il settore ICT aveva fornito strumenti e infrastrutture per la riorganizzazione di molte attività in lavoro remoto.&#xA;&#xA;I licenziamenti hanno riguardato tutti i reparti ed in particolare le vendite e pubblicità.&#xA;&#xA;L’impatto dei cambiamenti si è esteso oltre la forza lavoro principale delle grandi aziende tecnologiche per influenzare i loro appaltatori, che sono parte integrante dei loro modelli di business. Anche se i casi sono limitati, ci sono alcune prove di questo. Ad esempio, il motivo per cui Accenture ha annunciato un programma di ristrutturazione su larga scala nel luglio 2023 è che migliaia dei suoi dipendenti erano stati esternalizzati a Meta e Microsoft.&#xA;&#xA;Nonostante i licenziamenti i settori della programmazione e delle infrastrutture informatiche nell’UE continuano a denunciare persistenti carenze di manodopera. Secondo gli ultimi dati dell’indagine presso le imprese e i consumatori del quarto trimestre 2024, il 29 % dei datori di lavoro in questi settori ha indicato la carenza di manodopera come un fattore che limita la produzione. Risultati simili, se non peggiori, sono riportati da Excelsior-Unioncamere per l’Italia.&#xA;&#xA;Cosa ci aspetta per il futuro?&#xA;&#xA;Le grandi aziende tecnologiche hanno concluso le loro ristrutturazioni ed i dati del 2024 per l’Europa sembrano confermare la tendenza.&#xA;&#xA;Sebbene nell’UE si stiano ancora attuando tagli di posti di lavoro, al momento non si può parlare di un’ondata di licenziamenti, come è avvenuto all’inizio del 2023. Alcuni dei grandi giganti della tecnologia sono tornati a un percorso di reclutamento più stabile negli ultimi mesi.&#xA;&#xA;In Italia, rispetto a Francia e Irlanda gli insediamenti delle multinazionali sono ridotti, mentre la forte presenza di datori di lavoro con servizi di nicchia e di start-up fa da si che eventuali esuberi possano essere assorbiti facilmente.&#xA;&#xA;Tuttavia, quello che è successo non va sottovalutato. Le ristrutturazioni industriali sono un fatto ricorrente nel tempo e l’Italia ha strumenti rodati per affrontarle, ma non altrettanto si può dire delle ristrutturazioni del settore dei servizi, dove l’unica vera esperienza nazionale riguarda la gestione delle crisi bancarie.&#xA;&#xA;Ma l’introduzione crescente di intelligenza artificiale nei processi di servizio spingerà una ristrutturazione anche in altri comparti dei servizi, compresi quelli che riteniamo solitamente al riparo da crisi e concorrenza, come i servizi professionali e la distribuzione commerciale. La ridefinizione delle relazioni fra settori e l’evoluzione delle competenze potrebbe alla fine riguardare anche gli intermediari che si occupano di ricollocazione e di servizi al lavoro. La prossima generazione di politiche attive del lavoro dovrà tenere conto di questi processi in corso: inutile continuare con i modelli che abbiamo usato per le ristrutturazioni industriali nel primo decennio di questo secolo.&#xA;&#xA;Giampaolo Montaletti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Orcid&#xD;&#xA;LinkedIn&#xD;&#xA;montaletti.com&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Scarica gli articoli di questo blog in formato epub.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://humanwork.montaletti.com/tag:dati" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">dati</span></a> <a href="https://humanwork.montaletti.com/tag:crisi" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">crisi</span></a></p>

<p><em><strong>Le più grandi imprese ad elevata tecnologia del mondo avevano annunciato tagli e ristrutturazioni nel 2023. Cosa è successo effettivamente?</strong></em></p>

<p>Cosa possiamo capire dalla successione di annunci di ristrutturazione di aziende come Meta, Amazon, Google, Apple, Microsoft e Salesforce che fino al 2023 erano considerate “posti sicuri” e adelevata crescita? I dati pubblicati da Eurofond (<a href="https://www.eurofound.europa.eu/it/home">https://www.eurofound.europa.eu/it/home</a>) raccontano una storia interessante per il futuro dei servizi ICT in Europa e in Italia.</p>



<p>Gli annunci di ristrutturazione del 2023 riguardavano la perdita di 67.000 posti di lavoro distribuiti fra USA e diversi paesi europei. Le motivazioni dei licenziamenti riguardavano la riduzione dei costi e in parte la riduzione della domanda, dopo che le 6 aziende avevano assunto durante la pandemia, quando il settore ICT aveva fornito strumenti e infrastrutture per la riorganizzazione di molte attività in lavoro remoto.</p>

<p><em><strong>I licenziamenti hanno riguardato tutti i reparti ed in particolare le vendite e pubblicità.</strong></em></p>

<p>L’impatto dei cambiamenti si è esteso oltre la forza lavoro principale delle grandi aziende tecnologiche per influenzare i loro appaltatori, che sono parte integrante dei loro modelli di business. Anche se i casi sono limitati, ci sono alcune prove di questo. Ad esempio, il motivo per cui Accenture ha annunciato un programma di ristrutturazione su larga scala nel luglio 2023 è che migliaia dei suoi dipendenti erano stati esternalizzati a Meta e Microsoft.</p>

<p>Nonostante i licenziamenti i settori della programmazione e delle infrastrutture informatiche nell’UE continuano a denunciare persistenti carenze di manodopera. Secondo gli ultimi dati dell’indagine presso le imprese e i consumatori del quarto trimestre 2024, il 29 % dei datori di lavoro in questi settori ha indicato la carenza di manodopera come un fattore che limita la produzione. Risultati simili, se non peggiori, sono riportati da Excelsior-Unioncamere per l’Italia.</p>

<p><img src="https://i.snap.as/1whIpPJj.jpg" alt=""/></p>

<p><em><strong>Cosa ci aspetta per il futuro?</strong></em></p>

<p>Le grandi aziende tecnologiche hanno concluso le loro ristrutturazioni ed i dati del 2024 per l’Europa sembrano confermare la tendenza.</p>

<p>Sebbene nell’UE si stiano ancora attuando tagli di posti di lavoro, al momento non si può parlare di un’ondata di licenziamenti, come è avvenuto all’inizio del 2023. Alcuni dei grandi giganti della tecnologia sono tornati a un percorso di reclutamento più stabile negli ultimi mesi.</p>

<p>In Italia, rispetto a Francia e Irlanda gli insediamenti delle multinazionali sono ridotti, mentre la forte presenza di datori di lavoro con servizi di nicchia e di start-up fa da si che eventuali esuberi possano essere assorbiti facilmente.</p>

<p>Tuttavia, quello che è successo non va sottovalutato. Le ristrutturazioni industriali sono un fatto ricorrente nel tempo e l’Italia ha strumenti rodati per affrontarle, ma non altrettanto si può dire delle ristrutturazioni del settore dei servizi, dove l’unica vera esperienza nazionale riguarda la gestione delle crisi bancarie.</p>

<p><strong>Ma l’introduzione crescente di intelligenza artificiale nei processi di servizio spingerà una ristrutturazione anche in altri comparti dei servizi,</strong> compresi quelli che riteniamo solitamente al riparo da crisi e concorrenza, come i servizi professionali e la distribuzione commerciale. La ridefinizione delle relazioni fra settori e l’evoluzione delle competenze potrebbe alla fine riguardare anche gli intermediari che si occupano di ricollocazione e di servizi al lavoro. La prossima generazione di politiche attive del lavoro dovrà tenere conto di questi processi in corso: <strong>inutile continuare con i modelli che abbiamo usato per le ristrutturazioni industriali nel primo decennio di questo secolo.</strong></p>

<h1 id="giampaolo-montaletti" id="giampaolo-montaletti">Giampaolo Montaletti</h1>

<p><a href="https://orcid.org/0009-0002-5327-1122">Orcid</a>
<a href="https://www.linkedin.com/in/giampaolomontaletti/">LinkedIn</a>
<a href="montaletti.com">montaletti.com</a></p>

<p><a href="https://write.as/giampaolo-montaletti/scarica-i-contenuti-di-humanwork">Scarica gli articoli di questo blog in formato epub</a>.</p>
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      <pubDate>Fri, 21 Feb 2025 10:14:35 +0000</pubDate>
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