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    <title>salari &amp;mdash; humanwork</title>
    <link>https://humanwork.montaletti.com/tag:salari</link>
    <description>Note e dati sul lavoro umano di [Giampaolo Montaletti](https://giampaol.bio.link/) </description>
    <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 02:34:04 +0000</pubDate>
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      <title>salari &amp;mdash; humanwork</title>
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    <item>
      <title>I salari reali recuperano, ma solo in parte.</title>
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      <description>&lt;![CDATA[#dati #salari&#xA;&#xA;ISTAT ha pubblicato i dati sui contratti collettivi e retribuzioni contrattuali per il periodo gennaio-marzo 2025.&#xA;&#xA;Le retribuzioni contrattuali orarie nel primo trimestre 2025 sono cresciute del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2024&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;L&#39;indice delle retribuzioni contrattuali orarie a marzo 2025 segna un aumento dello 0,4% rispetto a febbraio 2025 e del 4,0% rispetto a marzo 2024&#xA;Nonostante la crescita sostenuta nel settore privato, si registra ancora un significativo gap rispetto al potere d&#39;acquisto pre-inflazione: le retribuzioni contrattuali reali di marzo 2025 sono ancora inferiori di circa l&#39;8% rispetto a quelle di gennaio 2021&#xA;Il recupero del potere d&#39;acquisto rispetto alle perdite del biennio 2022-2023 è in corso ma rimane ancora significativa la perdita accumulata&#xA;&#xA;Visione settoriale&#xA;&#xA;La crescita delle retribuzioni è disomogenea tra i settori:&#xA;&#xA;Settore privato: crescita sostenuta (+4,7% tendenziale a marzo 2025)&#xA;Pubblica amministrazione: crescita più contenuta (+1,7% tendenziale)&#xA;Industria: +4,9% tendenziale&#xA;Servizi privati: +4,3% tendenziale&#xA;&#xA;I settori con gli aumenti tendenziali più elevati sono:&#xA;&#xA;Alimentari: +7,8%&#xA;Settore metalmeccanico: +6,3%&#xA;Commercio: +6,1%&#xA;&#xA;Settori senza aumenti (variazione 0%):&#xA;&#xA;Farmacie private&#xA;Telecomunicazioni&#xA;Regioni e autonomie locali&#xA;Servizio sanitario nazionale&#xA;&#xA;Agricoltura e industria hanno registrato perdite inferiori alla media, mentre i servizi privati e la pubblica amministrazione hanno situazioni più sfavorevoli&#xA;&#xA;Percentuale di lavoratori senza rinnovo contrattuale&#xA;&#xA;A fine marzo 2025, i contratti in attesa di rinnovo sono 35 e coinvolgono circa 6,2 milioni di dipendenti, pari al 47,3% del totale&#xA;Nel settore privato la situazione è migliore: solo il 32,6% dei dipendenti è in attesa di rinnovo contrattuale&#xA;Nella pubblica amministrazione la situazione è critica: il 100% dei dipendenti è in attesa di rinnovo (tutti i contratti rinnovati si riferiscono al triennio 2022-2024 e risultano già scaduti)&#xA;Nel primo trimestre 2025 sono stati rinnovati nove contratti importanti (logistica, servizi socio assistenziali-Uneba, ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, edilizia, energia elettrica, autoferrotranvieri e Rai)&#xA;Il tempo medio di attesa per i lavoratori con contratto scaduto è di 23,1 mesi (in diminuzione rispetto ai 29,0 mesi di marzo 2024)&#xA;&#xA;Contesto economico e prospettive&#xA;&#xA;Le retribuzioni reali registrano un parziale recupero, ma il divario accumulato rispetto al 2021 rimane consistente&#xA;La dinamica delle retribuzioni è prevista in leggero rallentamento nel semestre aprile-settembre 2025, con un incremento tendenziale proiettato del 2,6% e una media annua 2025 del 2,7%&#xA;I settori agricoli e industriali mostrano una maggiore capacità di recupero salariale rispetto ai servizi privati e alla pubblica amministrazione&#xA;È prevista una diminuzione della quota di contratti in vigore dal 50,5% di aprile 2025 al 48,4% di settembre 2025 nell&#39;ipotesi di assenza di rinnovi&#xA;&#xA;Giampaolo Montaletti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Orcid&#xD;&#xA;LinkedIn&#xD;&#xA;montaletti.com&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Scarica gli articoli di questo blog in formato epub.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://humanwork.montaletti.com/tag:dati" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">dati</span></a> <a href="https://humanwork.montaletti.com/tag:salari" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">salari</span></a></p>

<p>ISTAT ha pubblicato i dati sui contratti collettivi e retribuzioni contrattuali per il periodo gennaio-marzo 2025.</p>

<p>Le retribuzioni contrattuali orarie nel primo trimestre 2025 sono cresciute del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2024</p>



<p>L&#39;indice delle retribuzioni contrattuali orarie a marzo 2025 segna un aumento dello 0,4% rispetto a febbraio 2025 e del 4,0% rispetto a marzo 2024
Nonostante la crescita sostenuta nel settore privato, si registra ancora un significativo gap rispetto al potere d&#39;acquisto pre-inflazione: le retribuzioni contrattuali reali di marzo 2025 sono ancora inferiori di circa l&#39;8% rispetto a quelle di gennaio 2021
Il recupero del potere d&#39;acquisto rispetto alle perdite del biennio 2022-2023 è in corso ma rimane ancora significativa la perdita accumulata</p>

<h2 id="visione-settoriale" id="visione-settoriale">Visione settoriale</h2>

<p>La crescita delle retribuzioni è disomogenea tra i settori:</p>
<ul><li>Settore privato: crescita sostenuta (+4,7% tendenziale a marzo 2025)</li>
<li>Pubblica amministrazione: crescita più contenuta (+1,7% tendenziale)</li>
<li>Industria: +4,9% tendenziale</li>
<li>Servizi privati: +4,3% tendenziale</li></ul>

<p>I settori con gli aumenti tendenziali più elevati sono:</p>
<ul><li>Alimentari: +7,8%</li>
<li>Settore metalmeccanico: +6,3%</li>
<li>Commercio: +6,1%</li></ul>

<p>Settori senza aumenti (variazione 0%):</p>
<ul><li>Farmacie private</li>
<li>Telecomunicazioni</li>
<li>Regioni e autonomie locali</li>
<li>Servizio sanitario nazionale</li></ul>

<p>Agricoltura e industria hanno registrato perdite inferiori alla media, mentre i servizi privati e la pubblica amministrazione hanno situazioni più sfavorevoli</p>

<h2 id="percentuale-di-lavoratori-senza-rinnovo-contrattuale" id="percentuale-di-lavoratori-senza-rinnovo-contrattuale">Percentuale di lavoratori senza rinnovo contrattuale</h2>

<p>A fine marzo 2025, i contratti in attesa di rinnovo sono 35 e coinvolgono circa 6,2 milioni di dipendenti, pari al 47,3% del totale
Nel settore privato la situazione è migliore: solo il 32,6% dei dipendenti è in attesa di rinnovo contrattuale
Nella pubblica amministrazione la situazione è critica: il 100% dei dipendenti è in attesa di rinnovo (tutti i contratti rinnovati si riferiscono al triennio 2022-2024 e risultano già scaduti)
Nel primo trimestre 2025 sono stati rinnovati nove contratti importanti (logistica, servizi socio assistenziali-Uneba, ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, edilizia, energia elettrica, autoferrotranvieri e Rai)
Il tempo medio di attesa per i lavoratori con contratto scaduto è di 23,1 mesi (in diminuzione rispetto ai 29,0 mesi di marzo 2024)</p>

<h2 id="contesto-economico-e-prospettive" id="contesto-economico-e-prospettive">Contesto economico e prospettive</h2>

<p>Le retribuzioni reali registrano un parziale recupero, ma il divario accumulato rispetto al 2021 rimane consistente
La dinamica delle retribuzioni è prevista in leggero rallentamento nel semestre aprile-settembre 2025, con un incremento tendenziale proiettato del 2,6% e una media annua 2025 del 2,7%
I settori agricoli e industriali mostrano una maggiore capacità di recupero salariale rispetto ai servizi privati e alla pubblica amministrazione
È prevista una diminuzione della quota di contratti in vigore dal 50,5% di aprile 2025 al 48,4% di settembre 2025 nell&#39;ipotesi di assenza di rinnovi</p>

<h1 id="giampaolo-montaletti" id="giampaolo-montaletti">Giampaolo Montaletti</h1>

<p><a href="https://orcid.org/0009-0002-5327-1122">Orcid</a>
<a href="https://www.linkedin.com/in/giampaolomontaletti/">LinkedIn</a>
<a href="montaletti.com">montaletti.com</a></p>

<p><a href="https://write.as/giampaolo-montaletti/scarica-i-contenuti-di-humanwork">Scarica gli articoli di questo blog in formato epub</a>.</p>
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      <guid>https://humanwork.montaletti.com/i-salari-reali-recuperono-ma-solo-in-parte</guid>
      <pubDate>Tue, 29 Apr 2025 14:10:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Mercato del lavoro stazionario, salari giù.</title>
      <link>https://humanwork.montaletti.com/mercato-del-lavoro-stazionario-salari-giu?pk_campaign=rss-feed</link>
      <description>&lt;![CDATA[#dati #salari&#xA;&#xA;Mercato del lavoro stazionario, salari giù.&#xA;&#xA;Nel quarto trimestre 2024 il mercato del lavoro è rimasto sostanzialmente stazionario.  Le ore lavorate sono cresciute dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% rispetto al quarto trimestre 2023. Nello stesso periodo il PIL è cresciuto dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,6% in termini tendenziali.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Le posizioni lavorative, che misurano la domanda di lavoro espressa da imprese e altri datori di lavoro attraverso i contratti di assunzione, sono aumentate del 2,3% rispetto all’anno precedente. L’entità della crescita nel corso dei trimestri del 2024 si riduce ed è meno sostenuta nell’industria (+1,5%) rispetto ai servizi (+2,7%), con incrementi particolarmente elevati nei settori delle attività immobiliari (12,3%), delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (+6,6%) e dei servizi di alloggio e ristorazione (+5,1%). Continua il calo delle posizioni in somministrazione (-3,2%), di solito un indicatore di mercato fiacco.&#xA;&#xA;Mentre la domanda rallenta, il costo del lavoro aumenta su base annua del  (+3,2%), per effetto dell’aumento delle retribuzioni (+3,1%) e, in misura maggiore, dei contributi sociali (+3,5%).&#xA;La crescita delle retribuzioni nel 2024 è dovuta principalmente ai rinnovi contrattuali che sono la principale&#xA;motivazione della crescita del costo del lavoro. Nel settore dell’industria, maggiormente interessato dai rinnovi, la crescita è stata decisamente più netta (+4,3%) rispetto a quella dei servizi (+3%).&#xA;&#xA;A cosa dobbiamo questi rallentamenti che misurano un 2024 non particolarmente felice, sotto i buoni dati di tassi di occupazione crescenti in una popolazione decrescente?&#xA;&#xA;Proviamo a fare un riassunto per punti:&#xA;&#xA;il rallentamento della crescita economica, a causa soprattutto dell’incertezza economica globale;&#xA;l’aumento dei costi di produzione ed energia che hanno messo sotto pressione le imprese, soprattutto nel settore manifatturiero riducendo la propensione ad assumere;&#xA;la fine di alcuni sgravi contributivi hanno contribuito al rallentamento della crescita;&#xA;l’invecchiamento della popolazione e il calo demografico stanno influenzando il mercato del lavoro, con una minore crescita della forza lavoro disponibile. Tuttavia, la maggiore partecipazione delle donne e degli over 50 ha sostenuto il tasso di attività;&#xA;alcuni settori trainanti bilanciati dal calo dei settori in difficoltà: industria manifatturiera, costruzioni e commercio al dettaglio hanno sofferto di un rallentamento;&#xA;l’inflazione ancora elevata che ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie.&#xA;&#xA;In definitiva in Italia vale lo scambio: più persone al lavoro e meno soldi per ognuno di loro; una sorta di divisione di una torta che non cresce a sufficienza per fare qualche fetta in più.&#xA;&#xA;Cosa aspettarsi per il mercato del lavoro italiano nel primo trimestre del 2025? Cauto ottimismo, con aspettative di crescita dell&#39;occupazione e una leggera diminuzione del tasso di disoccupazione.&#xA;Nessuna previsione possibile invece per i salari, depressi e ai minimi europei, con una guerra commerciale internazionale pronta a deprimere di nuovo la crescita e a schiacciare verso il basso i salari reali.&#xA;&#xA;Giampaolo Montaletti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Orcid&#xD;&#xA;LinkedIn&#xD;&#xA;montaletti.com&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Scarica gli articoli di questo blog in formato epub.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://humanwork.montaletti.com/tag:dati" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">dati</span></a> <a href="https://humanwork.montaletti.com/tag:salari" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">salari</span></a></p>

<p>Mercato del lavoro stazionario, salari giù.</p>

<p>Nel quarto trimestre 2024 il mercato del lavoro è rimasto sostanzialmente stazionario.  Le ore lavorate sono cresciute dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% rispetto al quarto trimestre 2023. Nello stesso periodo il PIL è cresciuto dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,6% in termini tendenziali.</p>



<p>Le posizioni lavorative, che misurano la domanda di lavoro espressa da imprese e altri datori di lavoro attraverso i contratti di assunzione, sono aumentate del 2,3% rispetto all’anno precedente. L’entità della crescita nel corso dei trimestri del 2024 si riduce ed è meno sostenuta nell’industria (+1,5%) rispetto ai servizi (+2,7%), con incrementi particolarmente elevati nei settori delle attività immobiliari (12,3%), delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (+6,6%) e dei servizi di alloggio e ristorazione (+5,1%). Continua il calo delle posizioni in somministrazione (-3,2%), di solito un indicatore di mercato fiacco.</p>

<p><img src="https://i.snap.as/QcMYdfRh.jpg" alt=""/></p>

<p>Mentre la domanda rallenta, il costo del lavoro aumenta su base annua del  (+3,2%), per effetto dell’aumento delle retribuzioni (+3,1%) e, in misura maggiore, dei contributi sociali (+3,5%).
La crescita delle retribuzioni nel 2024 è dovuta principalmente ai rinnovi contrattuali che sono la principale
motivazione della crescita del costo del lavoro. Nel settore dell’industria, maggiormente interessato dai rinnovi, la crescita è stata decisamente più netta (+4,3%) rispetto a quella dei servizi (+3%).</p>

<p>A cosa dobbiamo questi rallentamenti che misurano un 2024 non particolarmente felice, sotto i buoni dati di tassi di occupazione crescenti in una popolazione decrescente?</p>

<p>Proviamo a fare un riassunto per punti:</p>
<ul><li>il rallentamento della crescita economica, a causa soprattutto dell’incertezza economica globale;</li>
<li>l’aumento dei costi di produzione ed energia che hanno messo sotto pressione le imprese, soprattutto nel settore manifatturiero riducendo la propensione ad assumere;</li>
<li>la fine di alcuni sgravi contributivi hanno contribuito al rallentamento della crescita;</li>
<li>l’invecchiamento della popolazione e il calo demografico stanno influenzando il mercato del lavoro, con una minore crescita della forza lavoro disponibile. Tuttavia, la maggiore partecipazione delle donne e degli over 50 ha sostenuto il tasso di attività;</li>
<li>alcuni settori trainanti bilanciati dal calo dei settori in difficoltà: industria manifatturiera, costruzioni e commercio al dettaglio hanno sofferto di un rallentamento;</li>
<li>l’inflazione ancora elevata che ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie.</li></ul>

<p>In definitiva in Italia vale lo scambio: più persone al lavoro e meno soldi per ognuno di loro; una sorta di divisione di una torta che non cresce a sufficienza per fare qualche fetta in più.</p>

<p>Cosa aspettarsi per il mercato del lavoro italiano nel primo trimestre del 2025? Cauto ottimismo, con aspettative di crescita dell&#39;occupazione e una leggera diminuzione del tasso di disoccupazione.
Nessuna previsione possibile invece per i salari, depressi e ai minimi europei, con una guerra commerciale internazionale pronta a deprimere di nuovo la crescita e a schiacciare verso il basso i salari reali.</p>

<h1 id="giampaolo-montaletti" id="giampaolo-montaletti">Giampaolo Montaletti</h1>

<p><a href="https://orcid.org/0009-0002-5327-1122">Orcid</a>
<a href="https://www.linkedin.com/in/giampaolomontaletti/">LinkedIn</a>
<a href="montaletti.com">montaletti.com</a></p>

<p><a href="https://write.as/giampaolo-montaletti/scarica-i-contenuti-di-humanwork">Scarica gli articoli di questo blog in formato epub</a>.</p>
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      <guid>https://humanwork.montaletti.com/mercato-del-lavoro-stazionario-salari-giu</guid>
      <pubDate>Sat, 15 Mar 2025 11:39:15 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Cresce l&#39;occupazione, ma non il salario.</title>
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      <description>&lt;![CDATA[#dati #salari&#xA;&#xA;Torna a crescere l&#39;occupazione a gennaio 2025, afferma ISTAT in occasione della diffusione dei dati provvisori sulle forze di lavoro.&#xA;&#xA;La crescita rispetto a dicembre 2024 è di 145 mila unità, lo 0,6% in più. Di conseguenza il tasso di occupazione passa al 62,8%.&#xA;&#xA;I disoccupati calano di 9 mila unità, il tasso di disoccupazione scende al 6,3%. Da dove vengono tutti gli occupati in più? Naturalmente dal gruppo degli inattivi (-146.000 unità), che probabilmente così inattivi non erano.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;L&#39;occupazione aumenta sia per gli uomini che per le donne, sia per i dipendenti che per gli autonomi, ma se guardiamo alle classi di età scopriamo che nella fascia fra 35 e 49 anni di età il numero di occupati diminuisce mentre aumentano i disoccupati nella stessa fascia.&#xA;&#xA;Se si guarda alle differenze rispetto a gennaio 2024 il numero di occupati è cresciuto del 2,2% (+513 mila unità), in aumento sia gli uomini che le donne, mentre per i 15-24 enni e i 35-49 enni si osserva una diminuzione. Il tasso di occupazione, in un anno, sale di un punto percentuale.&#xA;&#xA;Rispetto a gennaio 2024, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-10,7%, pari a -194 mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,3%, pari a -158 mila).&#xA;&#xA;A ben vedere la classe di età che presenta i dati peggiori è quella fra i 35 e i 49 anni. Anche se si tiene conto del fattore demografico, come fa ISTAT in una apposita analisi, fra i 35-49enni cala l’occupazione, aumenta l’inattività ed è stabile la disoccupazione.&#xA;&#xA;I dati non riportano spunti motivazionali, ma possiamo immaginare che in questa classe di età sia sotto pressione da più punti di vista. Rispetto ai più giovani hanno competenze meno aggiornate e costi più alti, rispetto ai senior hanno meno esperienza e maggiori carichi di famiglia. Insomma corriamo il rischio di doverci occupare della difficile transizione e dell&#39;adeguamento tecnologico e organizzativo di una classe di età che in passato rappresentava la fascia della stabilità, della crescita professionale e degli incrementi reddituali costanti.&#xA;&#xA;Questi problemi di transizione, assieme alle altre sfide che attendono il mercato del lavoro nei prossimi anni, fra adeguamento delle competenze e potenziali tensioni internazionali, dovrebbero servire da spunto per ripensare a come vengono ideate, realizzate e valutate le politiche attive del lavoro, che chiedono più personalizzazione e meno standardizzazione e LEP.&#xA;&#xA;Il quadro complessivo dell&#39;economia aggiunge motivi di riflessione: la pressione fiscale è aumentata dell&#39;1% e oltre, sottolinea ISTAT, con una domanda interna che cresce dello 0,4% ed un PIL che cresce dello 0.7% come nell&#39;anno precedente, il 2023.&#xA;&#xA;Insomma, dopo la ripresa post pandemia, è tornata l&#39;Italia dei decimali, con commenti entusiastici per crescite da prefisso telefonico. Se l&#39;occupazione cresce più del PIL,  gli indicatori di produttività scendono: si riesce a creare occupazione solo in settori a basso margine e che alla fine distribuiscono bassi salari. Eurostat ha di recente pubblicato i dati sui salari in termini di potere d&#39;acquisto, posizionando l&#39;Italia sotto la Spagna e poco sopra Polonia e Malta, al 15% sotto la media europea.&#xA;&#xA;Non sorprende quindi che gli italiani siano ormai sempre più alla ricerca di un lavoro (o almeno di un reddito complementare) per cercare di far quadrare i conti a fine mese.&#xA;&#xA;Giampaolo Montaletti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Orcid&#xD;&#xA;LinkedIn&#xD;&#xA;montaletti.com&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Scarica gli articoli di questo blog in formato epub.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://humanwork.montaletti.com/tag:dati" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">dati</span></a> <a href="https://humanwork.montaletti.com/tag:salari" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">salari</span></a></p>

<p>Torna a crescere l&#39;occupazione a gennaio 2025, afferma ISTAT in occasione della diffusione dei dati provvisori sulle forze di lavoro.</p>

<p>La crescita rispetto a dicembre 2024 è di 145 mila unità, lo 0,6% in più. Di conseguenza il tasso di occupazione passa al 62,8%.</p>

<p>I disoccupati calano di 9 mila unità, il tasso di disoccupazione scende al 6,3%. Da dove vengono tutti gli occupati in più? Naturalmente dal gruppo degli inattivi (-146.000 unità), che probabilmente così inattivi non erano.</p>



<p>L&#39;occupazione aumenta sia per gli uomini che per le donne, sia per i dipendenti che per gli autonomi, ma se guardiamo alle classi di età scopriamo che nella fascia fra 35 e 49 anni di età il numero di occupati diminuisce mentre aumentano i disoccupati nella stessa fascia.</p>

<p>Se si guarda alle differenze rispetto a gennaio 2024 il numero di occupati è cresciuto del 2,2% (+513 mila unità), in aumento sia gli uomini che le donne, mentre per i 15-24 enni e i 35-49 enni si osserva una diminuzione. Il tasso di occupazione, in un anno, sale di un punto percentuale.</p>

<p>Rispetto a gennaio 2024, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-10,7%, pari a -194 mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,3%, pari a -158 mila).</p>

<p>A ben vedere la classe di età che presenta i dati peggiori è quella fra i 35 e i 49 anni. Anche se si tiene conto del fattore demografico, come fa ISTAT in una apposita analisi, fra i 35-49enni cala l’occupazione, aumenta l’inattività ed è stabile la disoccupazione.</p>

<p><img src="https://i.snap.as/N0hIK1H7.jpg" alt=""/></p>

<p>I dati non riportano spunti motivazionali, ma possiamo immaginare che in questa classe di età sia sotto pressione da più punti di vista. Rispetto ai più giovani hanno competenze meno aggiornate e costi più alti, rispetto ai senior hanno meno esperienza e maggiori carichi di famiglia. Insomma corriamo il rischio di doverci occupare della difficile transizione e dell&#39;adeguamento tecnologico e organizzativo di una classe di età che in passato rappresentava la fascia della stabilità, della crescita professionale e degli incrementi reddituali costanti.</p>

<p>Questi problemi di transizione, assieme alle altre sfide che attendono il mercato del lavoro nei prossimi anni, fra adeguamento delle competenze e potenziali tensioni internazionali, dovrebbero servire da spunto per ripensare a come vengono ideate, realizzate e valutate le politiche attive del lavoro, che chiedono più personalizzazione e meno standardizzazione e LEP.</p>

<p>Il quadro complessivo dell&#39;economia aggiunge motivi di riflessione: la pressione fiscale è aumentata dell&#39;1% e oltre, sottolinea ISTAT, con una domanda interna che cresce dello 0,4% ed un PIL che cresce dello 0.7% come nell&#39;anno precedente, il 2023.</p>

<p>Insomma, dopo la ripresa post pandemia, è tornata l&#39;Italia dei decimali, con commenti entusiastici per crescite da prefisso telefonico. Se l&#39;occupazione cresce più del PIL,  gli indicatori di produttività scendono: si riesce a creare occupazione solo in settori a basso margine e che alla fine distribuiscono bassi salari. Eurostat ha di recente pubblicato i dati sui salari in termini di potere d&#39;acquisto, posizionando l&#39;Italia sotto la Spagna e poco sopra Polonia e Malta, al 15% sotto la media europea.</p>

<p>Non sorprende quindi che gli italiani siano ormai sempre più alla ricerca di un lavoro (o almeno di un reddito complementare) per cercare di far quadrare i conti a fine mese.</p>

<h1 id="giampaolo-montaletti" id="giampaolo-montaletti">Giampaolo Montaletti</h1>

<p><a href="https://orcid.org/0009-0002-5327-1122">Orcid</a>
<a href="https://www.linkedin.com/in/giampaolomontaletti/">LinkedIn</a>
<a href="montaletti.com">montaletti.com</a></p>

<p><a href="https://write.as/giampaolo-montaletti/scarica-i-contenuti-di-humanwork">Scarica gli articoli di questo blog in formato epub</a>.</p>
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      <pubDate>Tue, 04 Mar 2025 10:43:56 +0000</pubDate>
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